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Storia

di Giovedì, 06 Febbraio 2014 - Ultima modifica: Venerdì, 27 Febbraio 2015
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Rumo è costituito da un insieme di frazioni, Lanza, Mocenigo con Corte Superiore, Marcena e Mione con Corte Inferiore. 

Rumo, piccola ma orgogliosa comunità, è costituito da un insieme di diversi villaggi (Lanza, Mocenigo con Corte Superiore, Marcena e Mione con Corte Inferiore), che contano ad oggi poco più di 800 abitanti. A nord e ai lati è protetto da alte montagne, mentre verso sud è aperto. Nonostante l'altitudine oscilli tra i 900 e i 1.200 metri sul livello del mare, il clima è mite.

Ma certo il clima mite non basta a spiegare l'attrazione che questo territorio ha esercitato in passato: quattro castelli e una serie di case solide, ben costruite, con imponenti portali, talora ornate di stemmi e di affreschi e Chiese ricche d'arte, quasi tutte recentemente restaurate, sono la testimonianza della ricchezza e anche del senso artistico degli allora signori di questa valle, difficile da raggiungere ma apprezzata per la sua bellezza da tutti coloro che vi transitino.

Il motivo del benessere passato è da ricercarsi nelle miniere che richiamavano qui minatori e imprenditori dalle province tedesche, boeme e ungheresi. Oggi soltanto dei ruderi e il nome del maso d'Arz sono rimasti a ricordo dell'antico forno fusorio.

Il popolamento della valle di Rumo si può distribuire in quattro fasi: la prima con l'intervento sporadico di elementi retici: i castellieri documentati non consentono di dire di più; nella seconda, sul substrato negli ultimi decenni dell'era precristiana, si stabilisce l'occupazione romana, che durerà mezzo millennio ma in questa valle periferica non lascerà documentazione; nella terza, dopo il 476 d. C., l'aumento della popolazione e le migrazioni interne modificano il tessuto politico e sociale: le antiche vicinie romane, le cui funzioni sono ereditate e ampliate dalle pievi cristiane, aumentano di numero con la suddivisione in comuni e frazioni. Revò e Cloz sono fra gli insediamenti umani più antichi della valle di Non e quindi centri primari di irradiazione colonica. In tempo romano formano due colonie distinte, comprendenti la prima Revò e Cagnò, di fondazione preromana, cui in epoca romana si aggiunge Romallo e Marcena; e successivamente in tempo medievale Tregiovo, Mione, Corte inferiore e Superiore, Mocenigo, Lanza, Placeri e Proves, Comune vicino di lingua tedesca della Provincia di Bolzano.

I primi abitanti di Rumo sono pastori, boscaioli, carbonai che costruiscono dapprima capanne per il lavoro stagionale e poi case stabili. Si aggiungono successivamente scavatori di miniere, le cui decine di cunicoli si possono vedere ancora in alcuni punti. La migrazione, che dà origine a Rumo, ha quindi come basi l'aumento della popolazione intorno al Mille, il desiderio dei signori di valorizzare le terre con il dissodamento e l'impianto di nuove colture e la promozione dell'attività mineraria. Ma il fattore più importante è la presenza dei torrenti Pescara e Lavazzè come fonte di energia idraulica, supporto per l'attività agricola e di trasformazione alimentare (mulini) ed artigianale piuttosto che dell'attività estrattiva; e questa fonte garantisce la stabilità degli insediamenti. 

Dei quattro castelli esistenti in passato soltanto di uno, Castel Placeri, restano delle rovine: degli altri non resta purtroppo alcuna traccia.

Nel 1611 la valle di Rumo ebbe la solenne approvazione della carta di regola: il comune di Rumo è però certificato già nel 1309 ed ebbe una sua prima carta nel 1364, che però non viene mai ricordata nei documenti conservati.

Nei secoli del declino del Principato Vescovile, il Comune seguì il destino delle comunità inquadrate nello stesso contesto, ivi compresi i periodi dei governi provvisori austriaci e francesi ed il passaggio alla Baviera. La chiusura delle miniere, antica fonte di ricchezza, avvenuta nel corso dell'800, portò ad una lunga fase di emigrazione. Una prima ondata raggiunse le miniere del Nord America negli anni a cavallo dell'800 e del '900. Nel dopoguerra, esattamente nel 1951, partirono da Rumo 7 famiglie e complessivamente 51 persone per la famosa e controversa emigrazione trentina in Cile, mentre negli anni '60 sono state decine le persone emigrate soprattutto in Canada e Svizzera. Alcune di queste famiglie sono successivamente tornate a Rumo, ma è indubbio che il tessuto sociale ed economico ha subito effetti irreversibili e negativi dalla partenza di molte forze giovani.

Come tutto il Trentino, anche Rumo fu soggetto all'Austria fino alla fine della prima Guerra Mondiale, distinto dai limitrofi comuni di Proves e Lauregno. Nel 1928 al Comune di Rumo furono aggregati i Comuni di Lauregno e Proves. Dopo la conclusione della 2^ Guerra mondiale, questi 2 Comuni furono staccati dalla Provincia di Trento e aggregati alla provincia di Bolzano.

Significativi fatti nella storia di Rumo

Nel '700 venne realizzato proprio a Rumo il primo canale irriguo a scorrimento naturale del Trentino, con lo scopo di portare l'acqua dal torrente Lavazzè ai terreni di Marcena, Mione e Corte Inferiore.

Personaggi importanti della storia di Rumo sono il famoso orologiaio Bartolomeo Antonio Bertolla. Oscuro e geniale orologiaio ha avuto l'onore di avere una sua opera esposta al Museo della Tecnica di Washington negli Stati Uniti, mentre il suo laboratorio è stato acquisito dall'Università della Scienza e della Tecnica di Milano.

Pochi sanno che hanno radice a Rumo altri personaggi famosi, quali Luigi Pigarelli, noto musicista e magistrato e Federico Vender, fotografo di fama internazionale.

Di particolare rilievo artistico sono la Chiesa di San Udalrico nella frazione di Corte Inferiore, risalente al XIV secolo, in cui è raffigurato uno splendido affresco del XV secolo raffigurante "L'ultima cena" di Giovanni Battista Baschenis. Nella frazione di Marcena è presente la Chiesa di San Paolo che risale al XV secolo ed è conosciuta soprattutto per la bellezza delle pitture esistenti all'interno e per la presenza di un organo, perfettamente funzionante, che risale al 1763. Nella piazza di Marcena campeggia un bellissimo affresco raffigurante San Giorgio, restaurato da pochi anni e risalente al XV secolo.

Nella frazione di Lanza vi è la Chiesa Parrocchiale dedicata a San Vigilio, di cui si ha traccia fin dal 1600. E' particolarmente apprezzata per la sobrietà dell'altare e degli affreschi presenti. Sono infine presenti a Rumo altre chiese, a Mione e Mocenigo, nonché diversi capitelli ed affreschi, da ammirare per chi voglia trascorrere nel nostro Comune qualche giorno in assoluto relax.

Dal punto di vista dell'attuale situazione economica, Rumo si caratterizza per la presenza di circa 20 imprese artigianali, occupate in vari settori, dall'artigianato di servizio all'edilizia, ma anche in quello del restauro di beni artistici fino alla costruzione di strumenti musicali.

Nel settore agricolo rimangono in attività, in un settore difficile ed impegnativo quale quello delle zootecnia, una decina di aziende, che conferiscono il proprio prodotto al locale caseificio, mentre ha conosciuto una crescita esponenziale la produzione di piccoli frutti, che oramai vede occupati, a livello part-time, circa 40 aziende.